Spezzato istante
dell’impensata vita
pini aggettati a mare
di un tepido tramonto,
mentre si smorza l’onda
sulla sabbiosa riva.
Tu cosa pensi? Dove s’insabbia
l’ansia del tuo andare,
del lungo percorso
della sospesa vita?
Cosa sussurra il mare
al tuo riluttante andare?
Cercare quell’essere
che sei sempre stato
che in fondo non è mai cambiato
e che non può essere compreso,
essere amato? Amalo tu,
amati tu. Non c’è più nessuno
che possa sapere, che possa capire.
E in fondo non c’è per nessuno.
Ti protegge qualcuno, una madre
al tuo via, poi fai da te stesso,
poi viaggia, affronta l’ignoto,
comprendi te stesso, accettati,
sviluppati, assumi questo evoluto,
questo tuo essere unico, irripetibile,
incomprensibile. Diventa quel che dovevi,
quel che tu solo ignaro sapevi
e che annaspando cercavi.
Cos’è mai la vita se non questo
cogliere il noto tuffandosi
nel torbido ignoto?
Questa pace siglata col tuo vero nemico,
col te stesso di sempre
atroce nel suo essere antico?