Ma davvero crediamo che l’Italia possa andar meglio in un disastro politico come l’attuale? Lo sbandamento a destra della Lega, con un apparentamento senza precedenti con la destra fascista o parafascista? Certo che non è plausibile una rinascenza fascista come quella storica del famoso ventennio, ma mi pare sia per un paese democratico già di per sé un grosso guaio l’eventuale governo di chi innalza muri, di chi gioisce per ogni nave che naufraga con centinaia di annegati nel Mediterraneo, di chi favorisce privilegiandoli gli armamenti, di chi invece di lavorare ai fini di una integrazione con l’immigrato, con il diverso, con lo straniero, preferisce il giustizialismo western. E di chi porrebbe il protezionismo alla base del libero scambio, festeggiando le bandiere iperconservatrici sventolate da Trump. E qui si tratta solo di favorire l’ideologia leghista, qui si tratta di chi i fascismi furbescamente li sdogana, come fa Berlusconi, favorendo ogni qualsiasi mossa possa portargli vantaggio elettorale. Verso la conquista del governo, ma anche del presidenzialismo autoritario, del quale mettersi a capo in un futuro prossimo. E davvero noi crediamo che da tutto ciò possa salvarci un movimento falsamente democratico come quello dei ‘Cinque Stelle’, guidato a sua volta da un altro comico e da un direttorio che finge democrazia perché fa presentare e votare i propri candidati nel web?, che ci illude con la ricerca dell’onestà in politica, non sapendo distinguere neppure un po’ nel web tra onesti e banditi? che col mito del rinnovo totale del parlamento, gettando via tutto (il bambino con l’acqua sporca?) predilige , consentendone l’avanzata, l’inesperienza, l’ignoranza politica e quindi la spavalderia vuota, per non parlare dell’attacco fake di cui è pieno il web. Devo dire che non gradisco le decine di battute, di filmetti apparentemente umoristici di cui si riempiono facebook e gli altri twitt. Lo scopo evidente è ridicolizzare quella che definiscono la ‘casta’, senza poi però proporre nulla. Beh! amici, crediamo davvero che convenga far fuori chi in questi anni ha fatto sì che questo paese non scivolasse nel default più tragico (l’orlo del baratro economico con Berlusconi nel 2011), crediamo davvero che ci convenga sostituire Gentiloni con Di Maio, Salvini o chi altri Berlusconi vorrà mettere in sua vece? Crediamo di trovare facilmente un ministro dell’Economia come Padoan o uno dell’Industria come Calenda, di sostituire un governo così rappresentativo in Italia e in Europa come l’attuale? Ne abbiamo da proporre uno di migliore? e quanti migliori di questo ne abbiamo avuti negli ultimi settant’anni? Amici, penso che dietro questa lotta politica si celi, ma non troppo, la volontà di un liberismo sfrenato e deregulato, che non ne vuol sapere di un controllo delle sue scelte e delle sue azioni. Basta che si prenda in considerazione la negatività verso qualsiasi riforma fiscale che consenta di tassare il reddito proporzionalmente, per evitare che il più debole finisca per pagare anche per il più ricco. Le tasse non vanno abbassate in un momento in cui il debito pubblico si trova ai livelli attuali, vanno proporzionate. Paghi di più chi più ha!!! Ed è, quello in voga, un liberismo che non ama la formazione del cittadino, né la sua salute, né tantomeno la cultura e la cura dell’ambiente. Che consegnerebbe, potendo, scuola e ospedali e trasporti nelle mani di privati. Cosa si nasconde dietro le centinaia dei twitt antipolitica? Quale democrazia? Ebbene, io penso che non si debba votare partiti né euroscettici, né in preda all’incertezza, un giorno pro euro, un giorno pro referendum sull’euro… Riflettiamo! c’è qualcuno che davvero crede che un’Italia isolata dall’Europa troverebbe vantaggi economici? L’abbiamo davvero studiata la differenza fra la cifra che versiamo in quanto appartenenti all’UE e quella che ce ne torna dall’Europa, compresa quella che non siamo neppure capaci di spendere? La vedete una lira di ritorno galleggiare in un mare in cui nuotano l’euro stesso, il dollaro e la moneta cinese? Penso amici si debba assolutamente prendere in considerazione partiti decisamente filoeuropei, non solo, partiti che intendano operare per la crescita dell’Europa verso gli Stati Uniti d’Europa. Solo così si salva l’Italia e l’Europa da una globalizzazione potente con le economie USA e cinesi in evidente crescita. E’ solo sviante lasciar credere agli italiani che la vera emergenza è in questo momento quella dell’immigrazione! Per far credere che ci sono solo delinquenti fra gli immigrati si lascia nel dimenticatoio il numero dei femminicidi in famiglia o degli assassinati per mafia. La delinquenza va comunque combattuta, con tutti i mezzi possibili, ma sempre con tutte le forze va combattuta l’evasione fiscale, senza la quale il paese uscirebbe fuori dal tunnel di uno dei più grandi debiti pubblici al mondo. Ma per combatterla ci vuole la forte volontà di un parlamento veramente deciso. Di uomini col fine primario del bene pubblico, non del proprio interesse privato. E forse è questa la vera utopia. Lavorare per bloccare la corruzione, i legami con la malavita, i pesanti conflitti d’interesse. E certo non si migliora il parlamento con una grave diffidenza nei confronti del parlamento stesso. L’allontanamento dalla politica crea ulteriori danni. E chi non vota in realtà vota, vota, lascia la mano al più forte e si fa responsabile della supremazia politica di chi magari il voto l’ha catturato, con le sue televisioni, con i suoi giornali, gettando semi di odio e falsità nel web o ha fatto credere a grandi emergenze che porterebbero il paese alla rovina. Certo Renzi ha commesso e commette degli errori, gravi errori. Ha sprecato con sciocca spavalderia il vantaggio ottenuto nelle ultime elezioni europee. Non ha gestito il partito con l’intelligenza che ci vuole per tenerlo unito, sapendo mediare, proporre e concordare. Ha condannato al no un referendum importante e ha protetto una riforma elettorale inadatta alla formazione di governi in questo paese. Ha prodotto scissioni in un momento delicato. A loro volta gli scissionisti dove credono di andare a parare? Verranno gettati fuori dalla storia e dal tempo sprecato nelle diatribe, che ha solo aiutato la produzione di antipolitica, associandosi anche senza volerlo a quanti dall’antipolitica traggono beneficio.
Amici, questo paese necessita si continui nell’opera di risanamento dell’economia, senza che il problema sia affidato a chi già aveva contribuito ad affacciarsi sul baratro di un default vicinissimo, ha bisogno di solidità di fronte al mondo e in particolare ai partner europei, ha bisogno di restare fra i paesi che contano come la Germania e la Francia per la crescita politica ed economica dell’Unione, ha bisogno di una riforma della giustizia ai sensi soprattutto di una accelerazione dei suoi atti. Chi vogliamo che investa in Italia se per un atto amministrativo contestato deve aspettare anni su anni? Oppure chi crede in una riforma della giustizia fatta da Berlusconi, da Salvini o da Grillo? Ci vuole un governo forte per sostenere la Scuola, l’Università la Ricerca, per sostenere la Sanità, che da sola è democratica quando aiuta tutti i cittadini, a cominciare dai più bisognosi. E un governo che protegga l’arte e la natura del nostro paese, non ricco di petrolio o di uranio ma certo fra i più ricchi al mondo di bellezze artistiche e naturali, inventore di eccellenze in tutti i campi dello scibile umano. E certo non gli fa del bene chi propaganda che con la cultura non si mangia o ritiene si debba proteggere l’abusivismo e la devastazione delle coste e dei beni artistici. Quanto bene ha fatto l’abusivismo ai templi di Agrigento? E’ solo all’interno di una politica aperta e costruttiva che si riesce ad uscire dalla crisi lavorativa. Tutti i miglioramenti qui accennati concorrono a creare posti di lavoro per i giovani, per i disoccupati ed anche per l’inserimento degli immigrati in fuga da altri paesi. Per non parlare di quanto necessita di essere governata la rivoluzione in corso del settore informatico, robotico e del mondo dell’auto e dei trasporti mediante l’elaborazione di tecnologie e la preparazione di chi oltre che adoperarle dovrà inventarle.
E ci perdiamo nella lite su quanto convenga stare o meno in uno dei sessanta partitini che si creano per quasi immediatamente sparire? Riteniamo davvero che essere di sinistra voglia dire produrre enunciati utopistici senza la possibilità di realizzarne almeno uno? A mio avviso il Partito Democratico resta una grande idea. Non gli si devono attribuire poteri magici. Si deve pretendere che scelga uomini onesti e che governi nel rispetto dei diritti di tutti per far uscire questo nostro paese da una crisi alcuni anni fa impensabile.
Ecco, ritengo che la sinistra che mira al miglioramento delle condizioni dei più socialmente deboli debba sotterrare l’ascia di guerra, ragionare congiunta per l’unità degli intenti, cercando di favorire le scelte che uniscono, accantonando quelle su cui non si riesce a concordare. La sinistra divisa va solo incontro al disastro. A gravissimo danno di chi vorrebbe difendere.
Davanti alle elezioni del 04 marzo 2018
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