L’interdipendenza degli esseri su questa terra è base stessa del loro esistere. Le civiltà dominanti oggi tendono a dimenticarsene a grave danno della sussistenza della terra stessa. Non danno sufficiente importanza al fatto che le piante, gli alberi, che hanno saputo in 500 milioni di anni sopravvivere a immani cataclismi hanno contribuito, e continuano a farlo, a determinare le condizioni mediante le quali si rende possibile sulla terra la vita stessa. Senza la loro azione e quella indissolubilmente congiunta degli insetti e di molti animali non c’è possibilità di vita, non ci sarebbe l’aria che respiriamo, né l’acqua che beviamo e che ci dà quanto ci abbisogna per sfamarci e dissetarci. Eppure le ideologie politiche e quelle insite nelle religioni paiono non avvedersene. Spesso troppo interessate a una centralità dell’uomo e del suo benessere individuale, salvo poi lasciare una buona parte della popolazione mondiale nell’indigenza, nella miseria, nella fame.
‘Dendria’ è la storia di una coppia che sente sulla sua pelle il disastro a cui il mondo può andare incontro, che ’soffre’ delle immense deforestazioni, dell’inquinamento dell’aria, dell’abbandono dell’ambiente, dell’effetto serra che compromette gli equilibri naturali. Un uomo e una donna che amano il loro lavoro, il rapporto con i giovani che la scuola loro affida. Due esseri che riescono a superare le difficoltà delle loro vite in un percorso di crescita interiore, fino alla consapevolezza degli equilibri e dei limiti imposti dalle cose stesse. Entrano in contatto con altri esseri, tanto diversi, gli alberi delle foreste di Dendria, che li introducono ai più tragici destini del nostro universo e a una più alta consapevolezza.