la cavia

Continuava a guardare le immagini che scorrevano sulle pareti di quello strano locale. Si dissolvevano l’uno nell’altro straordinari filmati di paesaggi boschivi, di aggrovigliate foreste amazzoniche, di immense cascate iridescenti, di profili montani e laghi circondati da cime innevate. L’incisione della foto, la straordinaria tridimensionalità facevano pensare di esserci immersi, in quella natura, tanto più che, mescolati ad una strana musica, pareva di sentire, quasi impercettibili i suoni dell’acqua che scroscia, il vento fra le foglie, cinguettii… E pareva di sentirne gli odori, i profumi.

E intanto finiva quella cena particolare.

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Granchio sorpreso

Respira il mare profondo
e sciacqua gli scogli
mentre sciaborda breve la sua onda
nel tenue mormorio
d’un giorno alla sua fine.
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Il tulipano nero

Fra getti di fontane e le ninfee
dove s’inverda l’edera
splendono bianche le calle in fiore,
li la lucertola cerca l’amore
(dove s’affonda greve il tuo pensiero
dove il dolore trova coltura, dove
s’innesta estremo il tuo fervore,
sperduto nell’affanno
del viver tuo cosciente

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Acqua Alta

Bisogna assolutamente scoprire chi l’ha uccisa, Caterina. Lo dobbiamo a lei, per rendere giustizia alla sua memoria, ma anche per proseguire nel processo di sviluppo positivo di un istituto come questo. La scuola coincide con l’educazione di tanti giovani. A migliaia me ne sono passati. Ciò che si fa in una scuola non ha l’eguale in nessun tipo di attività umana”. Un dramma si svolge in una Venezia dal fascino inquieto, dove silenziosa dilaga l’acqua alta.

www.arduinosaccoeditore.                     Roma

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“Grossa Formica”

Il bosco si svetta al cielo
di pini diritti, mai così verdi,
mai così fitti, là in fondo
s’arrampica attento sul monte
poi cedendo alla roccia,
poi rischiando all’abisso,
piccolo fiore giallo
nel prato sboccia,
fra mille scorie di bosco
sempre più denso, sempre più fisso
di aghi di pino, dove violeggia
selvaggio il ciclamino. Continua a leggere →

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