Continuava a guardare le immagini che scorrevano sulle pareti di quello strano locale. Si dissolvevano l’uno nell’altro straordinari filmati di paesaggi boschivi, di aggrovigliate foreste amazzoniche, di immense cascate iridescenti, di profili montani e laghi circondati da cime innevate. L’incisione della foto, la straordinaria tridimensionalità facevano pensare di esserci immersi, in quella natura, tanto più che, mescolati ad una strana musica, pareva di sentire, quasi impercettibili i suoni dell’acqua che scroscia, il vento fra le foglie, cinguettii… E pareva di sentirne gli odori, i profumi.
E intanto finiva quella cena particolare.
