“Grossa Formica”

Il bosco si svetta al cielo
di pini diritti, mai così verdi,
mai così fitti, là in fondo
s’arrampica attento sul monte
poi cedendo alla roccia,
poi rischiando all’abisso,
piccolo fiore giallo
nel prato sboccia,
fra mille scorie di bosco
sempre più denso, sempre più fisso
di aghi di pino, dove violeggia
selvaggio il ciclamino.
Trilli di merli,
sfide d’amore gridi alla vita
fiori fioriti dall’uovo
mentre per altri è finita (dove
ti porta il bosco, dove s’insinua
il pino, dove serpeggia atroce
il selvaggio divino, il farsi
e disfarsi maestoso del tutto,
l’assurdo mistero di esistere,
il forte bisogno di insistere
la pace apparente di un fiore,
lo slancio d’un gesto d’amore?)
grossa formica trasporta il suo cibo
fra gli aghi di pino, gialla farfalla
spande nell’aria il richiamo
sempre più forte, sempre più fino.

Share
Questa voce è stata pubblicata in Poesie. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>