Lo senti lontano dai mondi
lo odi quel suono venire
quel sordo rumore la nascita
atroce del nostro universo
da molti miliardi di anni
da molti milioni di corsaluce
quel botto che ancora si sente
che da mondi ad altri mondi conduce
lo senti e ancora vanamente ti chiedi
un qualche perché che in fondo non c’è.
Tutto s’incastra e urla tutto s’infrange
e piange tutto si sboccia e muore
tutto è tremendi orrori nefasti odori
e agghiaccianti dolori
e momenti di calma nel cuore
La senti mostruosa di lave e di sangue
la nascita urlante
di luci strazianti e di astri
di botti accecanti,
lo senti il profumo di un fiore
che azzarda la vita
in una lotta pur sempre finita.
Non so se in questo mare
sia dolce annegare
o forse solo accettare
da forti la vita
e estremo godere
l’atroce bellezza di un fiore
e stringere la mano d’un altro
e unirsi fremendo al suo cuore.