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	<title>enricocalenda.it &#187; ragioni per il sì</title>
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		<title>Referendum. Sì o No?</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2016 07:33:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi dirò quello che penso in merito al dilemma. Io sono per votare SI’ e per consigliarlo a chi me lo chiede. Molti entrano nel merito sostanziale negando che la riforma costituzionale proposta cambi la nostra struttura parlamentare. Invece la cambia! L’Italia è fra gli ultimi due paesi in Europa che mantengono il doppione delle due camere. La riforma proposta di fatto annulla il voto sulle leggi italiane eventualmente approvate dalla Camera dei Deputati. Il Senato perde quella funzione e vede ridimensionato il numero dei suoi componenti. In questi ultimi trent’anni era stato richiesto e discusso da tutti, molti dei quali oggi lo negano. C’è da domandarsi il perché. Si dice che si vuole una legge migliore. Sì, nei prossimi trent’anni! Spiegatemi chi può avere il coraggio, una volta che sia battuta con il NO questa proposta, di discuterne e avanzarne un’altra… Si dice, confondendo le due cose, che quello che non piace è l’Italicum, e si semplifica il tutto dicendo che questa riforma dà troppo potere ai partiti nella scelta dei futuri eletti. Senza dire che l’Italicum è già sparito, con l’accordo di cambiamento in seno al PD. Perché!? Qualcuno pensa che Renzi possa permettersi, anche volendolo, di non mantenere l’impegno preso con la minoranza del suo partito?<br />
E veniamo alle ragioni e alle conseguenze: Grillo dice: Votate con la pancia, non con la testa. Bello no? significa che se ci pensiamo votiamo tutti NO? La verità è che la proposta di riforma è caduta in pieno populismo, in piena antipolitica. Facciamo cadere Renzi? E poi? Un altro splendido governo tecnico? In attesa di una bella votazione che finalmente dia il governo a Grillo? A Salvini? A Berlusconi? A Dalema? E con quale legge elettorale? L’attuale? Un’altra legge tirata su in fretta e furia dal governo tecnico, magari guidato da Renzi? E sarebbe più democrazia quella che nomina i nostri rappresentanti in Parlamento con una scelta (una selezione?) fatta in Internet? Che garanzie ci dà questo metodo, quelle di una Raggi diventata sindaca di Roma, per attaccarsi come l’edera agli uomini alle donne di provenienza Alemanno?<br />
Sì. Così la Democrazia è in crisi; ma crediamo di salvarla eliminando i partiti? Questo sì un danno costituzionale elevatissimo! Non c’è dubbio che i partiti hanno dato dubbia prova di sé. Non c’è dubbio che la corruzione si è diffusa in maniera indegna! Ma riteniamo di poter sanare queste piaghe aprendone nel corpo di questo nostro paese di più profonde?<br />
Per me essere di sinistra significa fare scelte a favore dei più socialmente deboli, i giovani senza lavoro e senza possibilità di studio, gli anziani con pensioni che non li facciano vivere dignitosamente, le donne la cui crescita sociale ha bisogno di molti sforzi ancora verso la parità, la gente che lavora e vive nelle difficoltà date da introiti da fame, gli emarginati, gli immigrati vittime di guerre e di crisi economiche infami. E per portare a validi risultati questa difesa bisogna avere per obiettivo la salute economica di un paese accompagnata dalla giustizia fiscale. Essere di sinistra significa anche saper approfondire le ragioni di una crisi, rendersi conto dei percorsi storici e dei cambiamenti sociali. Renzi presenta evidenti difetti, sbaglia con la minoranza del suo partito. Sbaglia nel rapporto con i sindacati, ma è un europeista. E questo paese ha bisogno dell’Europa, se non vuol finire male, a grave danno, appunto dei più deboli. Pensate se una crisi rapinasse ai pensionati un 40% delle loro pensioni…..! Beh, Il governo Renzi ci ha dato un ministro dell’Economia affidabile, con Padoan. O preferiamo Brunetta? Un ministro degli esteri che non si accanisce contro gli immigrati lasciandoli annegare nei nostri mari. E vi pare poco? O preferiamo collocare agli esteri Salvini? Contro la corruzione ho visto un magistrato come Cantone. O preferivate Maroni? Votiamo per qualcuno che vuole riportare l’euro alla lira? Ci pensiamo al danno incommensurabile?<br />
E ancora. Essere di sinistra vuol dire essere contro ad ogni costo? Non approfondire le situazioni e scegliere il tanto peggio tanto meglio? Già Berlinguer negli anno ’70 aveva capito che non era realistico poter superare con le forze d’una sinistra allora divisa, ma più compatta di ora, lo zoccolo del 36% e che bisognava avvicinarsi ai centristi se si voleva un governo utile, pur fra degli inevitabili compromessi? E ora? Prima facciamo qua e là partitini di sinistra, poi non andiamo a votare per difendere la nostra purezza e lasciamo che per governare questo paese si debba fare compromessi con Alfano. E’ questo essere di sinistra? A me pare tanto che gli sdegnati che non vanno a votare o quelli che appoggiano partitini incapaci di guardare avanti e a trovare basi comuni, su cui appuntare la propria forza governativa rappresentino proprio, questo sì, un atteggiamento di destra. Per riportare l’Italia sotto governi ostili a quel poco di buono che può fare la nostra democrazia.<br />
Renzi ha molti difetti, commette errori, realizza poco di quel che si potrebbe, ma piccoli passi avanti li fa, in economia, per il lavoro, per la scuola, per la famiglia, per gli immigrati e per affrontare la crisi in cui l’Europa tutta si dibatte. E non rappresenta certo il peggio. Al quale ci avviciniamo votandogli contro. Ed è di piccoli grandi passi che si è progredito in questi anni, dalla scelta repubblicana, al voto alle donne, alle leggi sul divorzio, alla regolamentazione dell’aborto, alla difesa delle minoranze gay, alle scelte europee con l’adozione dell’euro ecc.<br />
Cascare ora nel riflusso che si nasconde, neanche tanto, dietro certe scelte politiche come la Brexit o l’elezione di Trump, o in Italia con i partiti contrari alle riforme e con il berlusconismo che ha dominato per un ventennio?</p>
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