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	<title>enricocalenda.it &#187; poesia</title>
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		<title>Volo inquieto</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 17:48:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Burano]]></category>
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		<description><![CDATA[Vento spazzante increspa la grigiazzurra laguna sbiancata dai raggi d’un’irradiante mezzaluna, dove l’orizzonte profila nel volo inquieto del reale gabbiano l’inconsulta isola cielomarina dell’irreale Burano mentre lo sguardo sfiora a volo d’uccello un’incantata Torcello dove memoria si perde nel misto &#8230; <a href="https://www.enricocalenda.it/2017/01/27/volo-inquieto/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vento spazzante increspa<br />
la grigiazzurra laguna<br />
sbiancata dai raggi<br />
d’un’irradiante mezzaluna,<br />
dove l’orizzonte profila<br />
nel volo inquieto del reale gabbiano<br />
l’inconsulta isola cielomarina<br />
dell’irreale Burano<br />
mentre lo sguardo sfiora<br />
a volo d’uccello<br />
un’incantata Torcello<br />
dove memoria si perde<br />
nel misto dello scuro futuro<br />
con un vissuto passato<br />
sempre rinforzato<br />
tuo nel suo essere puro</p>
]]></content:encoded>
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		<title>‘La goccia di me stessa con cui scrivo’ di Anita Menegozzo (Edizioni El Squero)</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Oct 2013 20:20:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Anita Menegozzo]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il poeta sa che non si trova un perché dei dolori, delle difficoltà del vivere, delle disillusioni della vita stessa, delle incomprensibili sofferenze e delle ipocrisie del mondo. Eppure si stupisce, si meraviglia di fronte allo sprigionarsi della poesia. Da &#8230; <a href="https://www.enricocalenda.it/2013/10/24/la-goccia-di-me-stessa-con-cui-scrivo-di-anita-menegozzo/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il poeta sa che non si trova un perché dei dolori, delle difficoltà del vivere, delle disillusioni della vita stessa, delle incomprensibili sofferenze e delle ipocrisie del mondo. Eppure si stupisce, si meraviglia di fronte allo sprigionarsi della poesia. Da quale energia provengano i tuoi versi, cosa spinge, cosa muove gli altri poeti che si animano e si esprimono nel tuo mondo. E la poesia si trasforma in strumento di ricerca, diventa espressione critica di se stessa, che, insieme, è indagine di vita, è un chiedere risposte, sul proprio io, sul proprio essere, sul proprio esistere, sul proprio destino, che è poi quello di tutti.<span id="more-418"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Lo sforzo di comprensione attraverso il linguaggio implica il fatto che l’espressione si trasformi nel frutto stesso della propria ricerca, si adatti alla necessità di cogliere gli spezzati frantumi della propria vita e dell’altrui.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ così che i versi di questa raccolta , ‘<strong>La goccia di me stessa con cui scrivo’</strong>, si addensano di una forte significatività. E gli strumenti linguistici e stilistici a disposizione, come nella miglior poesia, trasformano questa semantica in quell’’oggetto’ particolare, molto particolare e pertanto originale, che è la poesia di Anita Menegozzo. Fatta di una ritmica sostenuta da un impasto fonico di endecasillabi, la cui accentuazione apparentemente regolare è spezzata dall’immissione di altri metri, da un sapiente gioco delle rime, usato con parsimonia, da una giustapposizione di elementi eterogenei, talvolta sfumanti in immagini di richiamo espressionistico, talora in altre dai movimenti quasi di danza e di fantasia liberty o surrealista (‘<em>Le han viste tuffarsi di testa/ in ogni colore d’inchiostro/ riemergere come impazzite/ e come se fossero dita/ danzare da streghe/ su qualche sbilenca tastiera’ </em>Penne dei persi poeti). A cui si aggiungono toni allocutivi che coinvolgono un rapporto <em>noi/voi</em>, con cui si accentua la drammatizzazione poetica (‘<em>Lasciateci restare senza fine/ quei folli di romantici che siamo/ lasciateci rinsavire rapiti da noi stessi</em>’, Romantici). Strumenti che consentono alla poesia di Anita di elaborare un mondo metaforico molto ben delineato, che tende a far coincidere poesia e vita, come qualcosa di minimale e nello stesso tempo fortemente carico di energia, destinato a lasciare un segno. La poesia <em>scintilla</em>, la poesia <em>gemma</em>, la poesia <em>goccia</em>, la poesia <em>briciola</em>: qualcosa di apparentemente scarso valore che contiene la potenzialità di farsi preziosa (‘<em>trasformate in oro un soldo arrugginito’</em>) o di ‘<em>alzarsi in volo</em>’ o ‘<em>parole che ti piovono sul foglio e inchiostro che tu getti alle tue spalle’ </em>(Piffero fatato). ‘<em>Eppure ancora tento/ e intreccio quel che vedo e quel che sento per farne come un nido/ da dove possa l’ultimo tra giusti/ spiccare il proprio volo e il proprio tempo/ Questa mia voce è solo un’ombra accanto/ un’eco ad ogni battere di ciglio/ e canta ciò che spinge verso l’alto e verso l’altro/…../la sola ormai scintilla che ci nasca/ la sola che nel buio ci raggiunga/ la sola ormai scintilla che ci accenda’ </em>(La sola ormai scintilla). O nella lirica ‘Poeta’: ‘<em>e gioco strofinando parole messe in saldo/ col tremito dell’ultimo cerino</em>/ <em>….</em>/ <em>poesia qualche laccio lento del bagaglio/ sul fondo dissestato della storia/… /ma il verso che fa luce a volte brucia’.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ne consegue così che la poesia si faccia commossa, scarna, immediata comunicazione. Getta ponti verso gli altri, nonostante l’incomprensione e l’incomunicabilità degli esseri e contribuisce ad abbattere muri e ad aprirsi, pur con pudore e senza fallaci ottimismi, all’altro da noi, apre alla possibilità di farsi <em>finestra</em>, <em>vetro</em> aperto all’esterno (‘<em>Se non sarò del vetro più pregiato/ fate di me una lastra di finestra/ appesa come quadro alla parete/ rivolta come specchio verso il mondo/ e senza condizioni sempre aperta’ </em>Vetro), che è l’unica forma di amore possibile: ‘<em>Dimmi chi sei fratello/ dimmi che vuoi ti ascolto/ dettami sillabando che sei vivo/ che non esiste spazio e non esiste/ tempo nell’attimo d’inchiostro/ la goccia di me stessa con cui scrivo’.</em></p>
<p style="text-align: justify;">E’ così che la poesia di Anita Menegozzo, che questo libro di poesie ti prende, ti emoziona e ti trascina nel suo ritmo insolito e appassionante, col suo onirismo lucido, controllato, consapevole.</p>
<p><em> </em></p>
]]></content:encoded>
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